Artigianato e Gastronomia

Il merletto a tombolo di Isernia

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"Il Molise ha nel campo dell’artigianato nobili tradizioni, tra esse spicca quella di Isernia che accoglie i suoi visitatori con “la timida voce dei suoi innumerevoli fuselli”
Vincenzo Passarelli

tombolo

Isernia può essere definita la città dei merletti, perché la sua principale attività artigianale è la preziosa lavorazione dei merletti al tombolo.
I merletti di Isernia sono rinomati in tutto il mondo per due ragioni: la remota origine e la fine fattura.
L’arte del merletto a tombolo risale ai primi del Quattrocento e la tradizione vuole che siano state le suore spagnole del convento benedettino  di S. Maria delle Monache a diffondere tra le loro educande questa arte. Il primo documento attestante la produzione di una trina a tombolo prodotta dalle religiose del convento risale al 1503. Questi ricami erano amati dalla regina Giovanna III d’Aragona, che aveva avuto come appannaggio matrimoniale la città di Isernia da re Ferrante. La regina, oltre ad essere grande ammiratrice, volle imparare personalmente, sotto la guida delle popolane isernine, a lavorare al tombolo.
Ancora oggi passeggiando per le vie del centro storico è possibile ascoltare il caratteristico tintinnio dei fuselli maneggiati con maestria dalle donne isernine.

 

Sagne e fagioli 'a mmurrecena' bianchi

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Dosi per 6 persone

La "sagne" e le "sagnette" sono ricorrenti in tutta la cucina molisana, ma la particolarità di questo piatto isernino è nei fagioli tondi e bianchi detti "a mmurrecena", con i quali si accompagnano le "sagne". Coltivati in zona sono richiesti per il loro gustosissimo sapore e per la loro morbidezza.

INGREDIENTI
400 grammi di farina di grano duro, acqua, 400 grammi di fagioli "a mmurecena" secchi, un bicchiere di olio extravergine di oliva, tre spicchi di aglio, un peperoncino piccante, un ciuffo di prezzemolo e sedano.

PROCEDIMENTO
Per i fagioli:
Mettere a bagno i fagioli per dodici ore, farli cuocere con una costa di sedano a fuoco moderato,  possibilmente nella "pignatta di creta "(recipiente di terracotta a forma di anfora)" ed aggiungere il sale a fine cottura.

Per le sagne:
disporre sulla spianatoia la farina a fontana e impastarla con acqua tiepida, fino ad ottenere un composto consistente e ben omogeneo. Stendere la pasta, con il matterello, in una sfoglia molto sottile, lasciarla asciugare per alcuni minuti e tagliarla a misura di un dito. Mettere sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata e quando si alzerà il bollore buttare le "sagne" da scolare poi al dente.

Per il condimento:
Mettere in una padella l’olio extra vergine d’oliva, l'aglio  e il peperoncino; togliere dal fuoco quando inizierà  a dorare e versare velocemente il condimento nella zuppiera dove saranno state poste le "sagne" con un poco di acqua di cottura e i fagioli. Cospargere di prezzemolo tritato, mescolare bene…  e buon appetito!

 
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